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Per coltivare la pianta dell’aloe, è possibile partire direttamente dai semi e avere così la soddisfazione di far crescere la pianta dalla alla Z per trasformarla, infine, in un gel pronto all’uso. Se, invece, non avete la pazienza e volete ridurre i tempi di attesa, potete acquistare direttamente la pianta da un vivaio specializzato oppure recuperare una talea da un vicino o un conoscente che ha già iniziato a coltivare l’aloe.
Il periodo ideale per effettuare il trapianto delle piccole piante di aloe vera è la primavera, quando riprende la fase vegetativa, ma ricordatevi che le piantine dovranno essere alte almeno 8 centimetri.
Il vaso ideale per coltivare l’aloe è profondo almeno 60 centimetri ed è in terracotta, un materiale che – grazie alla sua porosità – riesce a trattenere meglio l’acqua presente all’interno del contenitore e che– essendo più pesante rispetto ai vasi in plastica – offre maggiore stabilità alla pianta di aloe che tende a crescere sia in altezza che in larghezza.

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La maggior parte delle piante che si coltivano all’aperto nei climi caldi possono inoltre essere tenute senza problemi anche come piante da appartamento se si abita in una zona più fredda.  Per la loro capacità di resistere in aree aride, non fanno fatica ad ambientarsi alle condizioni calde e secche di una casa riscaldata.

In generale, per sviluppare bene le piante grasse richiedono calore, tanta luce e una buona aerazione.

Vi è solo un importante gruppo, quello delle epifitiche (schlumbergera x buckleyi, hatiora gaertneri...) provenienti dalle foreste pluviali umide e ombreggiate dell’America centrale e meridionale, che richiede condizioni di ombra o luce filtrata. Epifitiche e cactus, specie tra le più fiorifere, aggiungono un tocco di colore e vivacità negli angoli all’ombra della casa o del giardino.